Cap. 2, IL POPOLO FATATO – Parte 4a

Tra le Fate più specifiche, possiamo citare le Fate dei Quattro Venti, Ventosus, appartenenti alle Aereus, che spingono i venti nelle loro rispettive direzioni. Ognuna di esse è patrona del proprio vento e ne regola circolazione ed intensità.

Anche dell’Aria son le Fate delle Quattro Stagioni, le Hornus, che assicurano ordine e ciclicità alle stagioni. I loro momenti più indaffarati sono i due Equinozi e i due Solstizi, date magiche per eccellenza, che scandiscono i cicli vitali della Natura, dove intervengono altresì le Igneus, per animare i fuochi propiziatori e i riti nei boschi. Di cotal Fate, le Fate d’Autunno, Autumnalis, son le più estrose, in quanto ad ogni Equinozio cerimoniano “La sera del Destino”, insieme al Fato Tessitore, per giocare con il Destino degli Umani.

Della Terra, le Fate dei Sette Colori, Nativus, dipingono arcobaleni e colori sulla Natura, mantengono vivi quelli esistenti ed assicurano che non vengan mai spenti.

Ci son le Fate dei Sette Mari, le Pelagus, figlie dell’Acqua, che regolano gli andamenti degli oceani e tutelano le profondità marine, proteggendo i confini dell’Isola insieme alle Sirene. Tutte, ad ogni modo, sono le Fate della Luce, chiamate le Fate di Solem.

I nomi individuali di queste Fate, così come i nomi delle razze fatate e degli Esseri Fatati tutti, germogliarono in una lingua che noi non potremmo neanche mai pronunciare, segretissima come il tempo e lo spazio, inudibile al nostro comune senso umano. Ciascun nome rappresenta la loro indole o il loro ruolo, od anche le più spiccate qualità fisiche o caratteriali, la caratteristica preminente che li muove e li rende quel che intrinsecamente sono. E, a differenza del mondo Umano, eran già designati dai primordi, dall’istante in cui si formarono nel sogno ma, non essendo svelabili né trascrivibili verranno ivi riportati nella più simile corrispondenza in Latino, lingua più prossima che da essa derivò.

Soltanto la Prima Fata della Luce non possiede nome, Ella è il Tutto, l’Onniscienza come il Signore dei Tempi, ed Egli infatti la chiama semplicemente Lux Mea, la mia Luce, la mia Delizia. Per tutti gli altri è meramente la Regina, mentre il Signore dei Tempi è dalle Creature Fatate chiamato il Padre della Luce, od affettuosamente con il semplice appellativo di Padre.

Oltre a questa suddivisione fisica e caratteristica, le Fate sparse per l’Isola, e sulla Terra, si ripartirono in famiglie, i cosiddetti “clan fatati”, che stilarono pian piano un proprio regolamento comportamentale. Organizzarono una propria gerarchia, in seno alla quale avrebbero ricevuto protezione, appoggio ed agevolazioni nel rapporto con la Regina, garantendo assoluto rispetto delle leggi vigenti.



Per citarne alcuni, ricordiamo il Clan del Bosco Verde, ove sono racchiuse quelle Fate Terreus che vegliano sugli alberi fiorenti che torreggiano nelle foreste, oppure il Clan delle Fiammelle Argentine, Fate Igneus particolarmente vivaci e canterine, od anche il Clan delle Acque Sgorganti, le Aqueus che dimorano nei getti delle cascatelle fibrillanti; c’è il Clan della Collina Innevata, ove abeti fruscianti danzano in fiocchi di neve rilasciati dalle vorticose bacchette di queste Fate azzurrine; il Clan del Fiume Serpente, fiume grande e maestoso che percorre tutta l’Isola, sinuoso e infido come un gigantesco rettile, per le anime inumane e maldisposte; od ancora il Clan della Spada Illuminata, raggruppante le custodi della Grande Spada, la mitica Excalibur con cui Re Artù salvò il Regno di Avalon, magico luogo sulla Terra dove i primi sacerdoti umani, i Drudi, curarono il culto della Magia.

Decine e decine sono le famiglie, ognuna con una precisa personalità, una particolare attitudine, e non possono emigrare né trasmutare. Sono nate così, e per sempre resteranno così.

L’appartenenza alle famiglie, attribuisce peraltro il tipo di ali di ciascuna Fata. Le ali, sia nella forma che nel colore, son sempre differenti e mai si troverà un paio d’ali identico all’altro. Sono uniche come uniche risultano per gli Umani le impronte digitali.

La struttura può snodarsi in qualunque direzione, lunga o corta, ampia o sottile, sfilacciata o compatta, la consistenza può essere traslucida od opaca, trasparente o di un pieno rivestimento colorato, la manifattura setosa, cartacea o vitrea, e così in avanti. Migliaia son le varianti, anche dei colori che si sposano in altrettanti varianti, diramandosi in fini o spesse nervature, dalle tonalità più cupe a quelle più sfolgoranti, talor cangianti. I colori rispecchiano l’inclinazione di ogni singola Fata ma, sempre e comunque assumono come tinta principale quella ufficiale della famiglia di appartenenza, che a sua volta risponde alla sfera d’influenza di un unico Elemento della Natura.

Le ali testimoniano l’unicità della singola Fata, la sua identità, è possibile dunque leggerne carattere e indole, attraverso le forme e i colori ma anche attraverso la Polvere Fatata che le ali generano in momenti particolarmente intensi, e il cui colore è legato all’Elemento da cui discendono e della famiglia stessa. Quindi ad esempio, l’avremo di colore dorato per una Terreus, o argentata per una Fata Aereus, ed ogni Polvere Fatata ha, come ogni Fata, il suo scopo e la sua ragion d’essere, all’interno dell’Isola.

Essendo un microcosmo tutto in essa è contenuto e tutto l’Isola contiene, di conseguenza ciascuna Razza Fatata detiene il suo compito specifico, non meno basilare l’uno rispetto all’altro, e la sua definita collocazione.

Ognuno degli appartenenti alle Razze Fatate, nonpertanto, come s’è preliminarmente precisato, possiede un duplice ruolo. Il primo è di contribuire alla salvaguardia dell’Isola e adunque della Luce (proteggendo l’Albero di Nitor, fonte di Luce che deve restare eterna), di conservare l’equilibrio nel mondo, ed il secondo ma ognor fondamentale, di disegnare una specifica caratteristica del sogno.



I Folletti, gli Gnomi, gli Elfi, i Nani, le Sirene e le Ninfe, vi sono anche Streghe e Stregoni, Maghi, Goblin e Leprechaun, tutti danno, e devono dare un contributo affinché perpetui l’esistenza. Affinché perpetui, il sogno.

E poi vi sono le creature magiche che popolano boschi e foreste, radure e colline, le grotte o le montagne, come gli Unicorni, i Draghi, Pegasi e Centauri, Fauni, Licantropi e perfino Vampiri.

Ovvio che tale è solamente un accenno, giacché innumerevoli sono le magiche tipologie che popolano l’Isola. Noi ad ogni modo elencheremo le più incidenti, per conferire una esatta panoramica del meraviglioso operato del grandissimo Popolo Fatato.

© Romanzo Fantasy LUCE DI FATAEstratto dal libro inedito

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